Abbiamo posto alcune domande
al prof. Giorgio Calabrese Docente di Dietetica e Nutrizione Umana presso Università del Piemonte Orientale –
Alessandria, Università degli Studi di
Messina, Università degli Studi
Torino. il prof Calabrese svolge attività clinica
di Nutrizionista , ma è anche ottimo divulgatore
dello Stile di Vita Salutare e mi piace ricodare che fa parte del prestigioso team medico della Juventus FC.
1 Giorgio, cosa possiamo
fare per mantenere un buon rapporto con il cibo ?
Cominciamo col dire che il senso di fame e di sazietà sono
regolati da processi biochimici. Capita spesso di avvertire fame nonostante non
si sia digiuni, e questo accade perché sono anche stati emozionali a
stimolarla. Gli ormoni prodotti durante le diverse situazioni emotive che
viviamo inducono o meno il senso di fame, a seconda di come ci si sente:
felici, tristi, nervosi, stressati, ecc. Dal punto di vista psicologico, è
grazie alla forza di volontà che riusciamo a controllare la fame compulsiva che
porta a consumare alcuni alimenti che nell’immediato “soddisfano” il palato,
come i dolci in genere, ma che certamente non aiutano la nostra forma fisica.
Per tenere a bada la fame consiglio a tutti di fare almeno 5 pasti ridotti
nell’arco della giornata, invece dei consueti 2/3, al fine di mantenere stabile
il livello di insulina nell’organismo: questo evita che si scateni quella fame
da lupi che ci porta a mangiare qualsiasi cosa ci capiti sotto mano.
2 Libri,
giornali e web ci presentano diete miracolose, come orientarci?
Purtroppo la gente vuole dimagrire nell’immediato, questo è
il punto! C’è la ricerca della pillola miracolosa che permetta di mangiare
quanto si vuole, qualsiasi cosa, e magari allo stesso tempo dimagrire.
Dimentichiamo troppo spesso che noi siamo i fautori della dieta mediterranea,
l’esaltazione della corretta alimentazione, riconosciuta dalla stragrande
maggioranza dei nutrizionisti come la migliore al mondo in fatto di completezza
dei nutrienti apportati.
Le diete che puntano ad un dimagrimento eccessivo e rapido
comportano uno scombussolamento del metabolismo. Il processo legato alla
produzione dell’insulina va in tilt, e non appena si ricomincia a mangiare un
po’ di più, magari pasta o pane, il pancreas riprende a produrre insulina in
abbondanza, il
senso di fame via via cresce e non si riesce più a
limitarsi. Proprio con questo meccanismo si riprendono i chili persi con
interessi da usuraio: persi 20 se ne riacquistano 30.
3 Quali
alimenti sono più dannosi per la salute della nostra bocca?
I cibi che comportano i maggiori effetti negativi sono
quelli ricchi di grassi: tali grassi, infatti, vengono in parte già assorbiti
dai vasi della mucosa orale, e contribuiscono ad acidificare eccessivamente la
bocca. Gli enzimi amilolitici, implicati nel processo di scissione degli amidi
cotti, patiscono per questa eccessiva acidità ed hanno difficoltà ad aggredire
gli zuccheri, i quali rimanendo per un tempo maggiore nella bocca determinano
la proliferazione dello Streptococco mutans, l’agente responsabile della carie.
4 Sono un dentista, quali raccomandazioni posso dare ai
pazienti in tema di alimentazione?
Innanzitutto devono dire ai pazienti che si mangia con
eccessiva fretta e si ingoia il cibo quasi senza più masticarlo, per via dei
tempi sempre più ridotti che abbiamo a disposizione: bisogna, quindi,
consigliare di masticare più a lungo i cibi, altrimenti complichiamo la fase
digestiva. Inoltre, è opportuno ricordare sempre di adottare un’alimentazione
il più possibile varia, attingendo alla vasta offerta di prodotti che la nostra
dieta mediterranea ci mette a disposizione. Solo una nutrizione diversificata
consente di mantenere quel giusto ph all’interno della bocca che preserva
dentina e papille gustative.
Ribadire poi che bisogna fare almeno 5 pasti al giorno, più
ridotti rispetto ai 2/3 che solitamente facciamo, senza mai trascurare l’igiene
orale, lavando i denti ogni qualvolta si consuma del cibo per evitare
l’accumulo di placca.
twitter@daviscussotto

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